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14 maggio 2012

FERRO ANALIZZA LA SITUAZIONE: «UN'ATTIVITA' INDUSTRIALE MANTIENE IN SICUREZZA IL POLO CHIMICO»

Negli scorsi mesi sono state molte le cose dette riguardo all'arrivo di Elcon a Castellanza, ma tutte facevano riferimento ad ipotesi o al "comun sentito dire". Dopo la presentazione del progetto in Regione Lombardia, l'assessore Ferruccio Ferro analizza la situazione attuale del polo chimico di Castellanza


 
«Con la presentazione del progetto si avranno finalmente dei dati concreti su cui basarsi, e per prima cosa credo sia necessario capire se quando si pronuncia un no a prescindere ci si riferisca a questo impianto, ad una qualunque attività di tipo industriale sul sito o ad aziende di tipo chimico. Fino ad oggi non si aveva nulla di certo su cui basarsi, e questo ha creato molta confusione nelle persone, arrivando addirittura a parlare dell'insediamento in pieno centro di un inceneritore. Quando si tratta un argomento è necessario essere in possesso di competenze adeguate e delle informazioni necessarie, cosa che in molte occasioni non è avvenuta, tant è che fino ad oggi nessuno, noi compresi, poteva dire di basarsi su informazioni reali.

Il progetto è stato presentato, e adesso gli organi competenti sono in possesso di tutte le informazioni necessarie per valutarne la fattività e le possibili ricadute: a questi tavoli siedono persone che hanno competenze anche maggiori delle nostre, ed è per questo che le loro valutazioni saranno estremamente importanti.
Non va dimenticato inoltre che stiamo parlando di un pezzo di territorio che necessita fortemente di un intervento di bonifica, e nel quale avere un’attività industriale rappresenta l’unico modo efficace per mantenere in sicurezza il sito.
 
Qualcuno ha detto che si potrebbe “sfrattare” chi c’è attualmente e obbligarli ad eseguire gli interventi necessari, ma un conto è chiedere somme simili, tutt’altra cosa è fare in modo che esse vengano date in concreto. Per raggiungere i livelli previsti per un’attività di tipo industriale è necessario investire cifre rilevanti, e questo sarebbe comunque un passo avanti per il territorio perchè ci troviamo di fronte ad una situazione potenzialmente a rischio ambientale. Con l’insediamento attuale è come se avessimo in mano una sicura per controllare le cose, se le attività cessassero del tutto questa sicura sparirebbe. Sinceramente è un rischio che non me la sentirei di correre».